La centuriazione del territorio di Padova

La centuriazione del territorio di Padova

è l'organizzazione agraria, attuata nel corso del I secolo a.C., del territorio del Patavium, l'odierna Padova. Il terreno veniva diviso in centurie, quadrati di circa 710 metri di lato, da ripartire in poderi destinati ai coloni, spesso legionari in congedo.

Al municipium di Patavium, probabilmente il centro più fiorente della Regio X, era assegnato un territorio piuttosto vasto. A nord confinava con Feltria (Feltre), comprendendo anche l'altopiano dei Sette Comuni. Ad est, la via Aurelia e il Muson lo separavano da Acelum (Asolo) e, a partire dall'odierna Castelfranco Veneto, da Altinum (Altino) raggiungendo la Laguna Veneta presso l'attuale Marghera. Il territorio si estendeva poi a sud sino al corso dell'Adige (che comunque ha subito diversi mutamenti) e alla sua foce, oltre i quali si trovava Hatria (Adria). A sud-ovest, il limite con Atheste (Este) si snodava tra le attuali Treponti e Anguillara Veneta, mentre i confini occidentali, con Verona e Vicetia (Vicenza), seguivano un paleoalveo del Brenta.

Viste l'ampiezza e varietà morfologica del territorio, furono necessarie almeno tre diverse centuriazioni. La prima, scoperta solo di recente, è stata individuata a sud del capoluogo (Saccisica). La seconda fu tracciata a nord (Cittadella, Bassano del Grappa) e aveva per cardine massimo la direttrice Padova-Bassano e per decumano massimo la via Postumia. L'ultima è quella che oggi viene detta Graticolato Romano e rappresenta uno dei segni più evidenti di centuriazione romana

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