il graticolato romano

Il Graticolato romano


Il Graticolato Romano si estendeva presso l'area a nord-est della città di Padova, tra le attuali province di Padova e Venezia e si caratterizza ancor oggi per la notevole regolarità con cui sono disposte le strade: sorvolando la zona il graticolato si presenta come una gigantesca scacchiera.

Se in origine doveva estendersi per 21 km da est ad ovest e per 18,5 km da nord a sud con circa seicento centurie, attualmente ne restano appena duecentoventi intatte. Le strade rimaste sono circa 300 km sugli originali 800.

Rappresentava la centuriazione cis Musonem, ossia "al di qua delfiumeMuson" che segnava il confine con il municipio diAltinum.

Sebbene per molti sistemi analoghi il centro geometrico della suddivisione agraria (umbilicus agrii) coincideva con il centro geometrico dell'urbanisticacittadina (umbilicus urbi), in questo caso ilcardinee ildecumanomassimi si incrociavano più a nord di Padova, nei pressi dell'attualeSan Giorgio delle Pertiche.

Il primo, che invero era il prolungamento del cardine cittadino, corrispondeva allavia Aurelia, l'attualeSR 307; il secondo coincideva con l'odierna via Desman (che deriverebbe proprio dadecumanus), asse viario che procede tra i comuni diBorgoricco,Santa Maria di SalaeMirano.

L'orientamento della centuriazione non è allineato secondo i punti cardinali e presenta rispetto a questi un'inclinazione di circa 14,5° gradi rispetto allalongitudine(est-ovest). In questa maniera, le strade seguono la pendenza del terreno e quindi il defluire delle acque e si ha, inoltre, una migliore distribuzione della luce solare.

La centuria è divisa da otto fasce trasversali della larghezza di 2.5 actus (88.80 mt).

Le linee trasversali che la dividono in quattro parti risultano solitamente costituite da fossati, alberati soprattutto a salici, lungo i quali, da tutt’e due le parti, si trovano delle capezzagne (strisce di terreno incolto che limita le testate dei campi coltivati), chiamate comunemente cavini (da caput nel senso di inizio o fine del campo).

Le altre linee, intermedie alla precedenti e che suddividono ulteriormente la centuria sono costituite da una piccola carreggiata, utilizzata anche per lo scolo delle acque, comunemente chiamata cavin di mezzo.

Più difficile si presenta invece la determinazione delle fasce longitudinali, poiché le linee di direzione sud-nord hanno subito nel tempo una alterazione molto maggiore di quelle trasversali.

L’ipotesi più attendibile è che la centuria sia stata suddivisa in 20 fasce longitudinali della lunghezza di un actus (35,5 metri circa) e quindi in 160 appezzamenti o campi aventi la superficie di 1.25 iugeri (3154 mq)

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